ANTONIO ISIDORO: PARLIAMO UN PO’ DI ECONOMIA!

ANTONIO ISIDORO: PARLIAMO UN PO’ DI ECONOMIA!

Gli ultimi giorni sono stati caldi nello scontro tra Italia e Ue.
A Roma, questo pomeriggio dovrebbe esserci l’approvazione del decreto fiscale.

Il governo dovrà inviare il Documento programmatico di bilancio alla Commissione Ue.

A questo punto Bruxelles avrà a disposizione una settimana per identificare eventuali serie deviazioni rispetto agli obiettivi e,nel caso, un’altra settimana (dunque fino al 29 ottobre) per respingerne ufficialmente la bozza. Si parla di una probabile bocciatura a prescindere, anche se la Commissione, per non palesare gratuiti pregiudizi, sottolinea di voler vedere il documento ufficiale prima di decidere.

Di Maio sostiene che verrà tagliato un miliardo di euro dalle pensioni d’oro e che il reddito di cittadinanza andrà solo agli italiani. Invece Salvini parla di uno slittamento ai prossimi giorni. Resta sul tavolo il confronto ancora aperto tra Lega e M5S.

Intanto dopo la prima “bocciatura” e dopo la successiva replica di Tria in commissione Bilancio, l’Upb ha confermato definitivamente la non validazione della NaDef. Restano anche le tensioni tra Di Maio e Tria riemerse prepotentemente dopo il caso Alitalia. Si vocifera, alla luce dei rapporti deteriorati con la maggioranza, la probabilità che il ministro dell’Economia lascerà l’incarico entro pochi mesi.

Il futuro politico Italiano traballa anche per una opposizione che dopo aver distrutto l’Italia adesso pretende di saper fare di meglio!

Per l’Europa, Draghi auspica la possibilità di una soluzione del conflitto Roma-Bruxelles sulla manovra. Il presidente Bce ha anche ammonito i politici italiani per evitare che mettano in discussione l’Euro.

Una sollecitazione all’Italia ad attenersi alle regole fiscali europee è giunta anche dal primo vice Fmi Lipton che parlando all'”Handelsbatt”, quotidiano di economia tedesco, ha “invitato” Roma a sottomettersi al volere di Bruxelles.

Restiamo in attesa dei verdetti di Moody’s e S&P attesi entro fine mese!

Intanto, nel Forex, la nuova battuta d’arresto sui negoziati per la Brexit registrata ieri a pochi giorni dal vertice europeo di mercoledì e giovedì farà traballare il Pound (GBP). Il responsabile dei negoziati per l’Ue, Michel Barnier, ha detto che restano ancora questioni aperte come quella sui confini irlandesi.

Ormai i politici ci stanno abituando ai loro accordi strampalati!

Dall’altra parte del mondo, in Giappone, la fiducia delle imprese è confusa perché, mentre i numeri del Reuters Tankan sono saliti di due punti a settembre, l’analogo indicatore relativo al comparto non manifatturiero cala al minimo di circa due anni fa, sotto di nove punti.

La politica è una delle ragioni principali della debolezza e dello sballottamento JPY. La vittoria del primo ministro Shinzo Abe del 20 settembre indica che l’Abe-economia rimarrà in vigore per la restante durata del suo mandato. Intanto l’indice sull’inflazione palesa che i prezzi al consumo sono già saliti in media dello 0,6% a settembre.

La confusione politica-sociale-economica continua a muoversi ubriaca e, come prevedevo già da giugno, pare che non mostrerà cenni di sobrietà fino al termine di ottobre!

ANTONIO ISIDORO
Facebook: Antonio Isidoro – Isiforex  @isiforextrading

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